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L'origine delle tapas: storia e tradizione della gastronomia spagnola
Le tapas, vere e proprie ambasciatrici della gastronomia iberica, hanno conquistato le tavole di tutto il mondo. Più che un semplice aperitivo, «andare a mangiare tapas » è uno stile di vita, un momento di convivialità e cordialità profondamente radicato nella cultura spagnola. Ma vi siete mai chiesti qual è la vera origine delle tapas?Come hanno fatto dei semplici stuzzichini serviti nelle taverne andaluse a diventare creazioni di alta gastronomia? Immergetevi in questa storia affascinante, tra miti reali e tradizioni popolari, per comprendere l’origine e l’evoluzione della tapa spagnola.Da dove deriva la parola «tapa»?Per comprendere la storia, occorre innanzitutto soffermarsi sulla linguistica. In spagnolo, il verbo «tapar» significa «coprire» o «mettere un coperchio».In origine, i gestori delle taverne spagnole erano soliti coprire i bicchieri di vino o di sherry dei propri clienti con un piattino o direttamente con una fetta di pane, prosciutto o formaggio. L’obiettivo era puramente pratico: impedire che polvere, sabbia e mosche cadessero all’interno, ma anche limitare l’evaporazione della bevanda sotto il forte calore andaluso. A poco a poco, questa semplice «tapa» è diventata commestibile.Origine delle tapas: miti e leggende spagnoleLa storia esatta delle tapas è un affascinante intreccio di necessità contadine e decreti reali. Ecco le tre teorie più famose che si contendono la paternità di questa tradizione.1. La leggenda del re Alfonso XLa leggenda più antica risale al XIII secolo. Al re Alfonso X di Castiglia, affetto da una malattia, fu prescritto di bere qualche sorso di vino durante il giorno. Per evitare che l’alcol gli desse alla testa, accompagnava ogni bicchiere con piccoli bocconcini. Una volta guarito, il monarca decretò che tutte le taverne di Castiglia dovessero obbligatoriamente servire una piccola porzione di cibo con ogni bicchiere di vino, al fine di evitare l’ubriachezza pubblica.2. La storia del re Alfonso XIII a CadiceÈ la storia più popolare e più raccontata in Spagna. All’inizio del XX secolo, il re Alfonso XIII si fermò in una famosa locanda di Cadice (il Ventorrillo del Chato). Mentre ordinava un bicchiere di vino di Jerez, si alzò un forte vento carico di sabbia proveniente dalla spiaggia. Per proteggere il vino reale, il cameriere ebbe l’ingegnosa idea di «coprire» il bicchiere con una fetta di prosciutto. Divertito e conquistato dal sapore salato del prosciutto, che esaltava il vino, il re ordinò un altro bicchiere... «con la stessa tapa!».3. I lavoratori andalusi e le taverneLontano dai palazzi, fu proprio in Andalusia (in particolare a Siviglia e a Cadice) che la cultura delle tapas si radicò davvero nel XIX secolo. Gli operai e i braccianti frequentavano le taverne dopo dure giornate di lavoro. Servire una piccola porzione di formaggio, salumi o olive (alimenti molto salati) permetteva ai lavoratori di recuperare le forze. Ma era anche un formidabile strumento commerciale per i gestori: il sale stimolava la sete, il che aumentava il consumo di vino e attirava la clientela.L’evoluzione della tapa: dalla fetta di prosciutto all’alta gastronomiaSe le prime tapas erano solo prodotti crudi (una fetta di prosciutto serrano, formaggio manchego o pane all’olio d’oliva), il concetto si è evoluto.Con il passare del tempo, sui banconi sono comparse le vetrine refrigerate, il che ha permesso di proporre creazioni più elaborate. Sono così nati i grandi classici che oggi simboleggiano la Spagna: l’immancabile tortilla spagnola, il polpo alla galiziana, le gambas al ajillo o le famose croquetas.Il parere dell’esperto di Espagne Gourmet: Oggi la Spagna sta vivendo una vera e propria rivoluzione con la «gastronomia in miniatura». Gli chef stellati Michelin stanno facendo propria la tapa. Tuttavia, la regola d’oro di una tapa ben riuscita rimane la stessa da secoli: l’eccezionale qualità del prodotto crudo. Una semplice fetta di prosciutto Pata Negra 100% iberico da ghianda su un pane croccante con un filo di olio extravergine di oliva supererà sempre una ricetta complessa elaborata con ingredienti mediocri.Domande frequenti (FAQ): cultura e tradizione del «tapeo»Qual è la differenza tra una tapa e un pintxo?La differenza principale sta nella presentazione e nella regione di provenienza. Originario dei Paesi Baschi, il pintxo viene tradizionalmente servito su una fetta di pane e tenuto fermo da uno stuzzicadenti di legno (il «pincho»). La tapa, di origine più andalusa, viene servita su un piattino e spesso si mangia con le posate o con le mani.Le tapas sono gratuite in Spagna?Dipende dalla regione. In alcune città dell’Andalusia (come Granada o Almería) o della Castiglia (come León), è ancora tradizione servire una tapa abbondante e gratuita con ogni bevanda ordinata. Nel resto del paese, le tapas si scelgono à la carte e sono a pagamento.Come organizzare un aperitivo in stile tapas a casa?Puntate sulla varietà e sui prodotti spagnoli autentici. Preparate salumi iberici tagliati sottili, formaggi a pasta dura (come il manchego), alcune conserve di mare di alta qualità (cozze in escabeche, acciughe) e olive.Ricrea la magia delle tapas spagnole a casa tua con Espagne GourmetLa tapa non è solo uno stuzzichino: è un modo di vivere la Spagna. Il segreto di un aperitivo indimenticabile sta nella selezione di prodotti di qualità impeccabile, capaci di trasportare i vostri ospiti direttamente in Andalusia.Volete organizzare un autentico «tapeo» a casa vostra? L’eccellenza iberica è a portata di clic. Noi di Espagne Gourmet selezioniamo i migliori prosciutti iberici di ghianda, salumi artigianali, formaggi stagionati e conserve gastronomiche.Scoprite la nostra enogastronomia e ricevete a casa vostra i migliori prodotti spagnoli per le vostre tapas.
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